05
GIU
2017

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PER LE PRODUZIONI A MARCHIO ECQUO OPPORTUNITÀ ANCHE NEL BIOLOGICO. E IN FRANCIA LA FILIERA SI SPOSTA DAI PVS ALLE PRODUZIONI «MADE IN»

Agricoltura e consumi. Verso la 113ª Fieragricola di Verona (31 gennaio-3 febbraio 2018)

Le produzioni a marchio «equo» crescono in Francia, ma questa volta spinte dal Made in France. Quello che sta avvenendo Oltralpe, uno dei Paesi che rappresenta un modello nell’agroalimentare di qualità, nelle nuove tendenze dei consumi e, molto spesso, in grado di esportare tali trend su scala internazionale, è singolare. Fieragricola invita alla riflessione, perché si tratta di un’opportunità che potrebbe essere considerata anche in Italia.

La notizia è stata riportata nei giorni scorsi dal quotidiano Les Echos. In base ai dati della Piattaforma per il Commercio Solidale relativi al 2016, “in Francia il consumo di prodotti frutto del commercio equo prosegue la sua irresistibile ascesa, con una crescita del 42,8% nel 2016 a 948 milioni di euro”.

Sebbene il mercato francese sia più che raddoppiato in quattro anni (+121% tra il 2013 e il 2016), la crescita più significativa non è stata delle filiere internazionali - più vecchie, consolidate e legate ai paesi in via di sviluppo (+21% a 673 milioni di euro) - quanto quella delle filiere francesi: +155% a 275 milioni di euro.

 

Biologico un fascino che si traduce in denaro

 

E anche in questo settore, il biologico esercita un fascino che si traduce in denaro. “Il consumo dei prodotti che beneficiano di un doppio marchio bio (o ecologico) ed equo continua a crescere per le filiere internazionali (dal 63% al 74 per cento)”, riporta il quotidiano transalpino.

Differenze tra filiera equa internazionale e Made in France anche per i canali distributivi, con le produzioni dei Pvs vendute nella grande e media distribuzione, mentre i prodotti francesi sono collocati in maggioranza (52,8%) nei negozi di quartiere e nelle reti di distribuzione bio (43,7%), ma solo per il 3,4% nella grande e media distribuzione.

 

Nuovi canali di vendita

 

Se il biologico sta diventando molto di più di una moda passeggerà e se l’attenzione ai prodotti equo-solidali oggi non è più riversata solamente a quelli dei paesi in via di sviluppo, ma si ricerca anche l’origine territoriale, forse un canale del Made in Italy del tutto nuovo potrebbe aprirsi e soddisfare una fascia ben precisa di agricoltori.

 

Fonte: Fieragricola News