Danish Crown inaugura uno stabilimento per rafforzarsi sul mercato

Mentre la peste suina mette in ginocchio la Cina e la costringe a ricorrere agli stock di carne congelata di maiale, l’azienda danese Danish Crown inaugura uno stabilimento nella Repubblica Popolare.

Una mossa finalizzata a espandere la presenza di uno dei grandi marchi della lavorazione delle carni suine in Cina, dove i consumi di maiale sono molto forti.

Lo stabilimento è stato inaugurato dal ministro danese per l’Alimentazione Morgens Jensen e si trova a Pinghu, un centinaio di chilometri a sud ovest di Shanghai.

La fabbrica, di circa 1.300 metri quadrati – informa il ministero danese - può produrre circa 14.000 tonnellate all’anno di prodotti suini trasformati, con carni provenienti direttamente dalla Danimarca, uno dei principali paesi produttori di maiali a livello europeo e da sempre vocato all’export.

L’operazione ha come obiettivo di proiettare Danish Crown come marchio premium in Cina nei prossimi cinque anni.

Una strategia win-win per entrambe le parti, tenuto conto che la Cina, proprio per effetto della peste suina africana, avrebbe dovuto abbattere un ingente numero di suini. Secondo le stime del Dipartimento di Agricoltura degli Stati Uniti (Usda), nel 2019 la mandria di suini dovrebbe scendere sotto i 980 milioni di capi, in flessione di oltre 13 punti percentuali rispetto all’anno precedente.

Tuttavia, la gravità della situazione potrebbe essere maggiore rispetto a quanto ipotizzato.

Le pressioni sul mercato cinese stanno trascinando l’export dall’Unione europea, sostenendo così i prezzi dei listini comunitari. Di questo scenario articolato sta beneficiando anche l’Italia in termini di quotazioni interne, seppure non sia ancora stato attivato un canale commerciale con Pechino.

Fonte: Ufficio stampa Fieragricola

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