Calo dei raccolti agricoli in Africa

I cambiamenti climatici  minacciano anche l’Africa. Secondo gli esperti, infatti, è probabile che l'Africa subirà entro il 2050 un calo del 20% dei raccolti agricoli con degrado del suolo e desertificazione causati da inondazioni e siccità. Allo stesso tempo, la sua popolazione potrebbe raddoppiare. L’allarme è stato riportato dal quotidiano francese Liberation.

«Il continente è vittima di ripetuti shock climatici», dice Seyni Nafo, ambasciatore dei paesi africani alle conferenze internazionali sul clima, le COP.

«Sei dei dieci paesi più vulnerabili dal punto di vista climatico si trovano in Africa, che ha anche due terzi della terra arabile del mondo», afferma Nafo, che è anche segretario generale della Fondazione AAA (Adaptation of African Agriculture to Climate change), organizzatore dell’incontro all’Università marocchina di Benguerir.

In un simile contesto l’attenzione all’agricoltura, alla produzione agricola e alimentare diventa determinante, anche per contrastare i fenomeni migratori che spingono le popolazioni verso le città e, successivamente, verso l’Europa.

«Dobbiamo rendere l’agricoltura e l’allevamento più resistenti al clima, altrimenti dovremo affrontare gravi catastrofi. L’opzione militare non può essere una soluzione unica», aggiunge Nafo.

Il tema si sta animando alla vigilia della prossima conferenza sul clima, COP25, in programma dal 2 al 13 dicembre a Madrid, dove saranno affrontati quattro filoni principali: «gestione del suolo o come trattenere il carbonio migliorando nel contempo la fertilità dei suoli degradati; la gestione delle risorse idriche, in particolare su come diffondere l’irrigazione a goccia per risparmiare acqua, migliorando nel contempo i raccolti, anche nelle aziende agricole familiari molto piccole, le più vulnerabili ai cambiamenti climatici; la gestione dei rischi climatici tramite sistemi di allerta precoce che utilizzano il digitale, sia per la produzione, tramite dati meteorologici, sia per la gestione delle colture e della loro commercializzazione; accesso al finanziamento per gli agricoltori, in particolare tramite il mobile banking, e per gli Stati tramite la finanza verde e la possibile emissione di obbligazioni verdi per finanziare investimenti sostenibili».

Quattro paesi – riporta Liberation - hanno già sviluppato dei piani di investimento prioritari, che vanno dai 300 ai 400 milioni di dollari ciascuno: Costa d’Avorio, Mali, Marocco e Zambia.

Fonte: Ufficio stampa Fieragricola

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