"Obiettivi condivisibili, ma manca un piano concreto per sostenere l'agricoltura".

(Verona, 10 giugno 2020). Competitività e sostenibilità devono procedere in parallelo per sostenere la crescita delle due strategie europee “agricole” del Green Deal, Farm to Fork e Biodiversità. Altrimenti si ridurrà tutto in uno sforzo eccessivamente penalizzante per il sistema agricolo. 


È questa, in estrema sintesi, la posizione del ministro delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, alla luce del Consiglio dei Ministri dell'Agricoltura europei che si è svolto in videoconferenza nei giorni scorsi.
“Condividiamo lo spirito e gli obiettivi delle due strategie, la necessità di ridurre l’impronta ambientale e climatica del sistema alimentare, migliorare la qualità dei prodotti, garantire la sicurezza alimentare e la salute pubblica - afferma Bellanova -. Perché accada, senza tradursi in una pesantissima penalizzazione delle filiere agricole, è necessario l’equilibrio tra competitività e sostenibilità, e gli strumenti proposti devono essere pertinenti, efficaci e realizzabili. Sotto questo profilo, trovo assolutamente incoerente la scelta di rendere obbligatoria l’etichetta nutrizionale e troppo generici gli impegni sull'etichettatura di origine”.


Il ministro Bellanova sottolinea infatti le difficoltà di una apparente contraddizione. “Vorrei capire – dice - come la Commissione intende attuare l’obiettivo condivisibile di armonizzare a livello mondiale gli standard di sostenibilità, se non si rende obbligatoria l’indicazione dell’origine delle materie prime e se non vengono introdotte clausole di questo tipo negli accordi commerciali tra Unione europea e Paesi terzi”.
Per il ministro italiano, “non possiamo continuare a chiedere impegni sempre più pressanti alle nostre imprese se non affrontiamo questi due problemi: certezza dell’origine delle materie prime, accordi commerciali solo nel rispetto delle nostre stesse regole. Altrimenti l’attuazione delle due strategie rischierebbe di far lievitare i costi di produzione dei prodotti agricoli europei, che diventeranno sempre meno competitivi sui mercati internazionali e sullo stesso mercato europeo”.
Disco verde  per i cosiddetti “eco-schemi”, dichiara Bellanova, “che però sono strumenti nuovi: non sappiamo quanto potranno essere efficaci e quanto graditi alle imprese che possono aderirvi volontariamente”.
Di certo non convince che l’elaborazione della bozza di Piano strategico nazionale debba essere preceduta dalle raccomandazioni della Commissione. Piuttosto, prosegue il ministro, “siano definite a livello comunitario le priorità strategiche, lasciando agli Stati Membri l’individuazione degli obiettivi, dei target e delle modalità di intervento, coerenti con le singole realtà nazionali e i relativi fabbisogni”.


Quanto al benessere animale, “siamo favorevoli ad integrare gli elementi rilevanti della legislazione sul benessere animale e sul contrasto alla resistenza antimicrobica nell’ambito della Pac. Occorre però armonizzare meglio le competenze tra Sanità e Agricoltura, sia a livello nazionale che europeo”.
Bisogna dunque lavorare con impegno affinché “gli obiettivi delle nuove strategie equivalgano a concrete opportunità per i nostri agricoltori, impegnati nel miglioramento della competitività delle imprese e nel mantenimento dei territori rurali”.
Secondo il ministro italiano delle Politiche agricole, “ritengo che la Commissione non abbia adeguatamente considerato l’importanza del settore agricolo, sia nel garantire la sicurezza alimentare dei cittadini europei nel corso della pandemia, sia nel contributo che si chiede alle imprese agricole nella transizione verde. Non capisco infatti come mai alla Pac siano destinati solo 15 dei 750 miliardi di euro che dovrebbero essere messi a disposizione attraverso il Recovery Fund. Sono inoltre molto preoccupata su come potranno essere utilizzate queste risorse aggiuntive, concentrate in soli tre anni, e non condivido la chiave di riparto proposta. Se si tratta di uno strumento eccezionale mirato al rilancio dell’economia nella fase post Covid, allora la chiave di riparto da considerare è esattamente quella generale del Recovery Fund”.

FIERAGRICOLA E' MEMBRO DI

IN COLLABORAZIONE CON

PARTNER UFFICIALI

MOBILITY PARTNER

CON IL PATROCINIO DI