Il mondo agricolo italiano è preoccupato

La Brexit fa discutere il mondo agricolo. Nel corso della sua visita londinese, il presidente Usa Donald Trump si è detto pronto a sottoscrivere un accordo commerciale con il Regno Unito, una volta che il percorso della Brexit sarà completato.

A dare enfasi all’annuncio, rilanciato dal Corriere della Sera, ha parlato di accordo «molto sostanziale», affermando che «i due Paesi potrebbero raddoppiare o triplicare l'attuale volume commerciale che li lega». Dal canto suo, seppure dimissionaria, la premier Theresa May ha dichiarato: «Credo ci siano enormi opportunità da cogliere insieme e sfide da affrontare insieme».

Non si sono fatti attendere i commenti del mondo agricolo italiano. Secondo Coldiretti, «la Brexit può diventare il cavallo di Troia per l’arrivo in Europa del falso Made in Italy alimentare, che nel mondo fattura 100 miliardi realizzato per oltre ¼ proprio negli Stati Uniti».

In caso di Brexit senza accordo, ricorda Coldiretti, «verrebbe meno la tutela dei prodotti a denominazione di origine Dop/Igp, che non sarebbero più tutelati in Gran Bretagna, dove potrebbero arrivare i tarocchi di imitazione Made in Usa, che sfruttano i nomi delle tipicità nazionali, dalla mozzarella alla ricotta, dal Provolone all’Asiago, dal Parmesan al Romano ottenuto però senza latte di pecora fino ad ora vietati».

«Un pericolo rilevante per l’Italia che – continua la Coldiretti - con 297 denominazioni riconosciute è leader europeo nei prodotti Dop/Igp, che rappresentano peraltro il 30% sul totale dell’export agroalimentare Made in Italy e che senza protezione europea rischia di subire la concorrenza sleale di prodotti diversi ma venduti con nomi simili».

Il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, ricorda che «per sottoscrivere un accordo di libero scambio con gli Stati Uniti, il Regno Unito deve rinunciare, dopo la Brexit, a qualsiasi legame con l’Unione doganale e con il mercato unico europeo».

«A conclusione del negoziato con la Commissione Ue, il Regno Unito, oltre all’accordo di recesso finora respinto dalla Camera dei Comuni, ha siglato una dichiarazione politica sul futuro delle relazioni bilaterali con l’Unione al fine di favorire la salvaguardia dell’interscambio commerciale con gli Stati membri - ha aggiunto Giansanti -. Ci auguriamo che i contenuti della dichiarazione politica vengano salvaguardati».

Confagricoltura ribadisce che per gli agricoltori italiani ed europei la Brexit senza accordi, alla data del 31 ottobre prossimo, sarebbe il peggiore scenario possibile. Verrebbe messa in discussione la continuità della presenza del Made in Italy agroalimentare sul mercato britannico che vale, attualmente, 3,4 miliardi di euro l’anno, con una incidenza di circa il 30% dei prodotti a indicazione geografica e di qualità. Questi ultimi, tra l’altro, perderebbero qualsiasi tutela legale.

Fonte: Ufficio stampa Fieragricola

FIERAGRICOLA E' MEMBRO DI

IN COLLABORAZIONE CON

PARTNER UFFICIALI