11
SET
2017

Zootecnia

LA SUINICOLTURA FRANCESE RALLENTA: NEL 2017 GIÙ EXPORT E MACELLAZIONI. LA CINA FRENA LE IMPORTAZIONI E IL MERCATO TRANSALPINO NE RISENTE

Verso Fieragricola (31 gennaio-3 febbraio 2018). Focus mercato suinicolo in Francia

Rallentano le importazioni di carne suina francese da parte della Cina e i riflessi sull’export transalpino si fanno sentire. Uno scenario che, aggiunto al calo della domanda, ha portato a una contrazione dei prezzi della carne di maiale alla produzione.

Nel luglio 2017, il calo annuo della macellazione di suini è stato del 3,3% relativamente al numero di capi e del 3,4% in termini di peso. Dall’inizio del 2017 – informa Agreste, il portale statistico dell’agricoltura francese, legato al ministero - la diminuzione è stata del 3,9% sui capi e del 4,1% nel peso. La notizia è stata rilanciata dal portale della suinicoltura «3tre3».

Nel primo semestre di quest’anno il calo produttivo dei suini in Francia è stato del 4,7 per cento.

 

Export in flessione 

Addirittura nel mese di giugno 2017 le esportazioni francesi di carni suine sono diminuite del 14% rispetto all’anno precedente: -7.600 tonnellate, divise fra Ue (-1.300 tons) e Paesi terzi (-6.300 tonnellate).

 

Import in crescita

Allo stesso tempo, le importazioni di carni suine sono aumentate (+ 9% anno su anno). In forte crescita le importazioni di carni suine dalla Spagna. Il più grande aumento è stato quello importante proveniente dalla Spagna (+2.500 tonnellate). Nel mese di giugno, il saldo del commercio estero di carni suine è stato negativo per 4.400 tonnellate.

 

Prezzi in diminuzione

Nel mese di agosto 2017 il prezzo medio della carne di maiale delle classi E e S è diminuito rispetto a luglio, collocandosi sotto il valore medio del periodo 2012-2016 (-3 per cento). Una perdita lieve, che si inserisce nel contesto di una domanda francese e europea relativamente debole e di un calo delle esportazioni, in particolare verso la Cina.

 

Mangimi in aumento

Un altro tassello del mosaico che potrebbe impensierire gli allevatori è dato dal prezzo dei mangimi che, misurato dall’indice Ipampa, è aumentato a giugno, con un aumento annuo del +2,3%. Si colloca anche al 10% in meno rispetto alla media del quinquennio 2012-2016. Si vedrà quali saranno le tendenze future.

 

Fonte: Fieragricola News

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