29
DIC
2017

news

DALLA BIODIVERSITÀ ALL’AGRICOLTURA DI PRECISIONE, ALLA FORESTAZIONE: IL DIRETTORE ALBERTO NEGRO RACCONTA I PROGETTI DI VENETO AGRICOLTURA

Il Sistema agricolo regionale del Veneto approda a Fieragricola, rassegna internazionale in programma a Verona dal 31 gennaio al 3 febbraio 2018

Il Sistema agricolo regionale del Veneto approda a Fieragricola, con un maxi-stand nel cuore del Padiglione 4 di Veronafiere, dedicato a Vigneto e Frutteto, due colture simbolo di uno dei territori più rappresentativi del Made in Italy agroalimentare.

Veneto Agricoltura, Avepa e Arpav dialogheranno a Fieragricola con le imprese agricole del territorio, forti di un Programma di sviluppo rurale fra i più efficienti a livello nazionale e una quota export che supera i 6 miliardi di euro.

A Fieragricola Veneto Agricoltura organizzerà (tutti in Sala Puccini, fra i padiglioni 6 e 7 di Veronafiere) alcuni eventi legati alla «Agricoltura di precisione nelle colture erbacee», mercoledì 31 gennaio, dalle 15 alle 16:30; «La biodiversità, valore per l’agricoltura», giovedì 1 febbraio dalle 10 alle 13; «Il ritorno dei sistemi agroforestali», venerdì 2 febbraio dalle 10 alle 12:30.

L’Ufficio stampa di Fieragricola ha intervistato l’ingegner Alberto Negro, direttore generale di Veneto Agricoltura.

 

Dottor Negro, quanto è diffusa in Veneto l’agricoltura di precisione e quali sviluppi prevede nei prossimi anni?

 

«Siamo all’inizio del progetto, che comunque ha una strada tracciata, ineludibile per i prossimi anni, di continua crescita. L’agricoltura di precisione nella sua forma più completa, che significa guida semi-automatica più dosaggio variabile dei fattori produttivi quali seme, fertilizzanti, fitofarmaci, basata su un’attenta analisi e interpretazione della variabilità dei terreni, è applicata oggi in pochissime aziende, in primis presso l’azienda pilota e dimostrativa di Veneto Agricoltura, Vallevecchia. Comincia invece a rappresentare qualche punto percentuale il numero di trattori con guida semi-automatica, che, oltre a ridurre la fatica degli operatori, consentono il risparmio dei fattori produttivi e diversi altri vantaggi economici e ambientali».

 

Quali saranno i fattori chiave per una diffusione della precision farming?

 

«Innanzitutto l’assistenza tecnica indipendente, che consenta un salto culturale per le imprese agricole, come conferma l’esperienza condotta da Veneto Agricoltura nella sua azienda a Vallevecchia a Caorle, in provincia di Venezia; si dovranno far capire i vantaggi, le procedure tecniche per acquisirli e fornire un’assistenza per la applicazione qualificata delle tecnologie dell’agricoltura di precisione; assistenza di tecnici in grado di coniugare le conoscenze ingegneristiche con quelle agronomiche: in altre parole è necessario un esercito di bravi tecnici meccatronici, come quelli che la neonata scuola di Portogruaro, nel Veneziano, sarà in grado di fornire».

 

Quali saranno i benefici per l’agricoltura veneta, in concreto?

 

«Solo l’applicazione della guida semi-automatica garantisce una riduzione nel consumo di carburanti, macchine e fattori produttivi di almeno il 10%, dato crescente in base al punto di partenza, come documentano le sperimentazioni effettuate da Veneto Agricoltura. Quindi, avremo minori costi per le aziende agricole, specie se pensiamo che i costi della tecnologia nuova da ammortizzare andranno progressivamente diminuendo. A questo va aggiunto un sensibile minore impatto ambientale dovuto al minore uso di fitofarmaci e nutrienti, rigorosamente distribuiti entro le superfici target».

 

Il Veneto sostiene la biodiversità, mostrando attenzione a uno degli elementi distintivi dell’agricoltura e dell’agroalimentare Made in Italy. Quali sono i risultati più importanti del progetto VeroVeneto? Cosa vi aspettate da Bionet?

 

«Con il nuovo programma Bionet, Veneto Agricoltura guiderà una ricognizione completa della biodiversità regionale di interesse agrario e la conseguente iscrizione delle diverse risorse genetiche nei rispettivi registri regionali e nazionali. Questo riconoscimento ufficiale della biodiversità veneta metterà le imprese agricole venete in grado di attivare filiere produttive che permettano la riconoscibilità e la tracciabilità del prodotto regionale. Il lavoro di documentazione e ricerca storica, attivato in tutte le sette provincie venete, grazie all’attività programmata con gli Istituti Agrari locali e la Regione, favorirà il riconoscimento e la conservazione di nuove risorse genetiche specialmente per le varietà frutticole, orticole e per i cereali».

 

Quali opportunità pensa possano scaturire in funzione dell’export agroalimentare regionale e quali filiere potrebbero beneficiarne maggiormente?

 

«Il Veneto, insieme a Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna, rappresenta il 60% del valore dell’export agroalimentare italiano. Il valore di quello veneto ormai supera i 6 miliardi di euro ed è in costante aumento da anni. Vi è, come è noto, il boom del vino, che va all’estero per un totale ben superiore ai 2 miliardi di euro, trascinato in particolare dalle bollicine del Prosecco, con un export prossimo al miliardo, secondo le valutazioni su dati Istat. L’altra filiera che sta incrementando il proprio peso è quella lattiero-casearia: quello dei formaggi copre oltre il 10% dell’export agroalimentare veneto, grazie soprattutto al Grana Padano, ma sta incrementando il proprio peso all’estero anche il formaggio Asiago. Ci sono infine altre filiere in corsa, e penso a quella ortofrutticola in particolare con i prodotti Igp di origine veneta. Le filiere quindi che stanno dando maggiore soddisfazione per l’export sono proprio quelle maggiormente collegate ai prodotti di origine certificata, come Doc, Dop e Igp».

 

Dal 1° gennaio 2018 i 570 forestali del Veneto saranno gestiti da Veneto Agricoltura. Quali saranno i vantaggi?

 

«A fronte di norme di bilancio ben consolidate e testate da parte di Veneto Agricoltura per analoghi cantieri, potranno essere regolarmente avviate le attività e si potranno assicurare con tempistiche certe e corrette i pagamenti dei salari, nel rispetto delle garanzie occupazionali per tutti i lavoratori. Saranno inoltre messe a disposizione degli interventi di sistemazione idraulico-forestali le strutture e le competenze di Veneto Agricoltura per la vivaistica forestale e la propagazione delle piante e degli arbusti autoctoni, che permetteranno di implementare l’applicazione delle tecniche di ingegneria naturalistica».

 

E quali le eventuali difficoltà?

 

«Il sistema è complesso e sicuramente sarà necessaria una fase di avvio sperimentale, per dar modo a Veneto Agricoltura di assorbire un cambiamento così consistente, sia in termine di personale che di attività, ma grazie alla collaborazione con le strutture regionali si potranno in breve superare le criticità».

 

Quali sono le prospettive dei progetti agroforestali nel Veneto? In quale misura possono considerarsi utili nell’ottica della multifunzione?

 

«Veneto Agricoltura guarda con grande interesse gli sviluppi delle tecniche di agroforestazione, anche con la partecipazione diretta a progetti europei come Agforward, finanziato con il programma di ricerca e sviluppo FP7, e che si è appena concluso con la pubblicazione di una grande quantità di dati tecnici ed economici e una raccolta delle esperienze sul campo più interessanti sui suoli agricoli europei corredata da schede sintetiche di Best Practices.

Da più parti l’agroforestazione, traduzione italiana non del tutto esaustiva dall'inglese Agroforestry, è considerata un elemento imprescindibile delle strategie combinate utili in un contesto di cambiamento climatico per aumentare la resilienza in agricoltura e per sottrarre CO2 dall’atmosfera, trasformandola in biomassa legnosa e trasferendola parzialmente sotto forma di sostanza organica nei suoli. Anche nel Veneto, fra le poche Regioni che hanno finanziato la misura specifica del Programma di sviluppo rurale 8.2, attualmente molto sottoutilizzata, queste tecniche sollevano un certo interesse da parte degli imprenditori, con particolare riferimento al mondo del biologico e alle aziende a seminativo, dove è possibile abbinare alle rotazioni tradizionali colture arboree come il pioppo o le latifoglie pregiate. L’obiettivo è ottenere una diversificazione produttiva a medio-lungo termine senza inficiare il reddito annuo proveniente dalle colture agrarie. Tutte le analisi di filiera effettuate mostrano come, al compimento del ciclo della coltura arborea, il reddito cumulato ottenibile da questi sistemi supera quello dalla sola coltura agraria, o della sola coltura forestale.

Un’ulteriore conferma delle prospettive dell’agroforestazione viene dal rapporto finale del Focus Group del PEI AGRI appositamente istituito, che conferma la bontà di questa scelta e definisce gli elementi utili ad una sua maggiore conoscenza in termini di approfondimento scientifico e di diffusione delle informazioni presso gli operatori».

 

Il Veneto è una delle Regioni più efficienti sul piano della spesa del Psr. Qual è la chiave di questo successo?

 

«Il successo del Psr parte da lontano, dalla fase di programmazione durante la quale con il concorso del partenariato si sono focalizzate le risorse sulle grande priorità dell’agricoltura veneta. Una capacità che poi si è tradotta in un sistema di gestione dei bandi molto efficiente e, nei limiti di procedure comunque complesse, semplice e dalle tempistiche certe. L’imprenditoria veneta infine è attenta ed è in grado di cogliere tutte le occasioni. Veneto Agricoltura con le sue azioni di sperimentazione e divulgazione offre conoscenza e innovazione, che trovano nel Programma di sviluppo rurale l’opportunità di finanziamento».

 

Che cosa rappresenta Fieragricola per Veneto Agricoltura e come la promuovete nel circuito dell'agricoltura regionale?

 

«La nuova Veneto Agricoltura è nata di fatto un anno fa, da quando siamo diventati Agenzia, in forza di una legge voluta dal Consiglio regionale veneto. Un anno passa velocemente…. A Veneto Agricoltura il tempo quindi non è mai abbastanza, come del resto per tutti coloro che operano nel mondo agricolo: c'è sempre da fare. E molte cose abbiamo fatto, come l’introduzione del nuovo logo aziendale, frutto della revisione della “brand identity” dell’Agenzia, ovvero il riposizionamento di come comunichiamo verso l’esterno. Con essa arriva anche la revisione del sito, più moderno ed intuitivo, operativo da gennaio 2018. Ma più in generale è tutta Veneto Agricoltura che sta cambiando pelle. Da una classica organizzazione piramidale, da ente pubblico, quale noi rimaniamo, si sta trasformando, grazie ad una geometria strutturale a matrice, in una macchina di servizi, attenta al fare, al pensare e al programmare. Tutto questo vogliamo portare a Fieragricola, dimostrare che rimaniamo uno degli enti di sviluppo agricolo di riferimento in Europa. Assieme alle altre realtà regionali venete, AVEPA e ARPAV e con i colleghi del Dipartimento agricoltura della Regione, tutti assieme all’interno dello stand situato proprio al centro del Padiglione 4, vogliamo dimostrare quanto il sistema regionale è al servizio dell’impresa agricola, concetto più volte espresso dall’assessore Giuseppe Pan, e idea guida della nostra azione. I nostri canali comunicativi sono impegnati a divulgare questa filosofia, invitando tutti a venire a Verona dal 31 gennaio al 3 febbraio, per incontrare noi e l’innovazione che sempre più potentemente sta pervadendo il mondo agricolo: nel nostro stand potranno incontrarla, ma non solo. Grazie alle opportunità del Psr che la Regione ha ben avviato, anche qui siamo tra i primi in Italia, potranno individuare le opportunità e le risorse necessarie per implementarle nella loro azienda».

 

 

Fonte: Fieragricola News

Previous

IN BOZZA RIFORMA PAC ANCHE UN TETTO AD AIUTI UE