31
AGO
2017

Vigneto/Frutteto

VITICOLTURA, IL RISPARMIO IDRICO PARTE DAL PORTAINNESTO. L’UNIVERSITÀ DI MILANO: COSÌ TAGLIAMO DEL 30% I CONSUMI DI ACQUA

Verso Fieragricola 2018, la rassegna internazionale di Verona dedicata all’agricoltura (31 gennaio-3 febbraio 2018)

La ricerca applicata viene in soccorso dei vigneti e l’innovazione dei “portainnesti M”, figli del progetto di ricerca dell’Università di Milano supportato dalle imprese vitivinicole riunite in Winegraft, potrebbe rivelarsi preziosa per ridurre il consumo di acqua del 30% e permettere allo stesso tempo alla pianta di resistere meglio agli stress idrici.

A darne notizia, nei giorni scorsi, il Corriere della Sera. La notizia ha suscitato un vasto interessa da parte degli operatori. L’innovazione, peraltro, sarà uno dei pilastri della prossima edizione di Fieragricola, in programma a Veronafiere dal 31 gennaio al 3 febbraio 2018, con aree, convegni e approfondimenti dedicati al Vigneto e Frutteto.

 

I primi risultati della sperimentazione avviata da alcune aziende in varie regioni italiane, su diversi vitigni innestati con gli M - informa una nota - «hanno portato a scoprire una eccezionale capacità di resistenza allo stress idrico di questa nuova generazione di portainnesti che, grazie ad un utilizzo biochimico più efficiente dell’acqua, mostrano un consumo nell’intero ciclo vegetativo minore del 25-30% rispetto ai portainnesti tradizionali, a parità di condizioni pedoclimatiche e di vitigno, senza perdere in quantità e qualità produttiva».

 

Il risparmio idrico, secondo le elaborazioni dell’associazione Water Footprint Network, partendo da una produzione media ad ettaro di 120 quintali di uva per 85 ettolitri di vino, con un consumo annuo di acqua di 81.600 hl, con l’utilizzo dei portainnesti M si risparmierebbero 24.500 hl di acqua per ettaro ogni anno.
Se tutti i vigneti della Lombardia potessero contare su portainnesti M, il risparmio idrico sarebbe di 426 milioni di ettolitri di acqua, cioè all’incirca 2,5 volte la capacità del Lago d’Iseo.

 

Positivo il commento di Marcello Lunelli, vice presidente di Cantine Ferrari e presidente di Winegraft, il sodalizio che finanzia l’Università di Milano nella ricerca. «Il primato nella water footprint dei portainnesti M – ha dichiarato - testimonia efficacemente quanto stiamo sostenendo da tempo e cioè che, investire in sostenibilità ambientale produce effetti positivi diretti anche nella sostenibilità economica delle imprese».

 

 
Fonte: FieragricolaNews

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