28
APR
2017

Meccanizzazione

MAIS E SOIA: TENDENZE E DINAMICHE RECENTI

Ismea presenta il rapporto delle tendenze della campagna commerciale 2016/2017

Prezzi in ripresa

La campagna commerciale 2016/17 ha mostrato un sensibile calo dei prezzi all’origine del mais, scesi a 177,05 euro/t a marzo 2017, mentre a luglio 2016 - mese d’esordio della campagna - si attestavano a 185,44 euro/t (-4,5%). Ad influenzare il mercato è stato l’andamento produttivo mondiale del 2016 che è risultato in crescita dell’8% circa sull’anno precedente; a livello territoriale sono da segnalare soprattutto i buoni esiti produttivi di USA, Brasile e Ucraina. È da evidenziare, tuttavia, che sul finire del 2016 si è interrotta la tendenza flessiva delle quotazioni che sono poi risultate sostanzialmente stabili e in alcuni casi in lieve aumento. Al contrario, per la soia, nonostante la forte progressione produttiva e delle scorte nel 2016, l’inizio dell’attuale campagna ha mostrato una rivalutazione dei listini all’origine, passati da 386,38 euro/t di luglio 2016 a 407,50 euro/t di marzo 2017 (+5,5%); andamento questo da imputare in larga misura alla rivalutazione del dollaro osservata, seppur in maniera incostante, a partire dal novembre scorso.

 

In Italia calo dei raccolti di mais e soia

I dati Istat circa l’esito produttivo italiano del mais evidenziano una significativa flessione annua dei raccolti nel 2016 (a 6,8 milioni di tonnellate circa, in calo del 3,3%) dovuti esclusivamente alla riduzione delle superfici investite, scese a poco meno di 661 mila ettari (-9,2% su base annua), mentre per le rese è emerso un andamento molto positivo (+6,4% a 10,4 t/ha) grazie al buon andamento stagionale caratterizzato da una sufficiente piovosità nel periodo estivo. Anche i raccolti italiani di soia risultano in flessione nel 2016 a poco più di 1 milioni di tonnellate (-3,2% sul 2015), dinamica conseguente al calo delle superfici mentre le rese ad ettaro sono risultate in aumento.

 

Aumenta l’import di mais e soia

Nel 2016, il deficit strutturale della bilancia commerciale della granella di mais è peggiorato, nel confronto con l’anno precedente, in conseguenza della sensibile crescita dei volumi importati; a ciò è corrisposto anche un incremento dei prezzi medi all’import, dinamica in linea con l’andamento nazionale e mondiale dei prezzi della granella nel valore medio annuale rispetto al 2015. Anche per la soia, sempre nel 2016, si è osservato un aggravio del deficit di bilancio in ragione, però, esclusivamente del forte incremento dei quantitativi acquistati sui mercati esteri, mentre i prezzi medi all’import sono risultati in calo. Al contrario, per le farine di soia è emerso un miglioramento del disavanzo commerciale dovuto sia alla riduzione dei volumi importati che alla flessione dei prezzi medi all’import.

 

Scenario produttivo e prospettive di mercato per la campagna 2017/18

Le più recenti indicazione dell’IGC prospettano per la prossima campagna di commercializzazione una flessione degli investimenti a mais che scenderebbero dell’1% rispetto al 2016 (181 milioni di ettari). In termini produttivi il calo dovrebbe concretizzarsi in un -2,8% sul 2016, con raccolti stimati a 1,024 miliardi di tonnellate; il dettaglio territoriale evidenzia flessioni in Usa e Sud America, mentre nella Ue dovrebbe realizzarsi un recupero rispetto alla scorsa annata (+4,3% per attestarsi a 63 milioni di tonnellate). Durante il 2017/18 si stima un aumento della domanda mondiale di mais, che andrebbe a collocarsi su livelli più elevati dell’offerta (1,044 miliardi di tonnellate), determinando la contrazione delle scorte (- 8,7% a 205 milioni di tonnellate). Ad oggi, quindi, facendo esclusivo riferimento a tali osservazioni, è verosimile prefigurare una rivalutazione dei listini per la prossima campagna di commercializzazione. Nel caso della soia, le prime indicazioni sono verso un incremento delle superfici investite rispetto al 2016 (+2,7% a 124 milioni di ettari), da attribuire in gran parte agli USA, Sud America, Cina e India. Sul fronte dei raccolti, viene prospettata una crescita dell’1% circa a 345 milioni di tonnellate; il dettaglio territoriale evidenzia aumenti in tutti i paesi sopra citati ad eccezione degli USA che, a fronte di investimenti record a oltre 35 milioni di ettari (+5% sul 2016), dovrebbe realizzare una flessione dell’offerta (-2,7% a 114 milioni di tonnellate), considerando le rese medie degli ultimi cinque anni. In aumento risulterebbero anche i consumi, che raggiungerebbero livelli superiori all’offerta comportando una contrazione delle scorte. Facendo, anche in questo caso, riferimento a queste indicazioni ancora del tutto provvisorie, è possibile prospettare per la prossima campagna di commercializzazione una dinamica espansiva dei prezzi.

 

Fonte: Ismea Mercati

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